sabato 30 novembre 2019

Chi controlla i controllori?

Pensierino del sabato sera.


Ho già inveito tanto su questa pericolosa malattia chiamata "democrazzite acuta" che spinge tante persone sicuramente intelligenti, rispettose, empatiche, a scambiare quella che è una forma di governo con una modalità di comunicazione pubblica secondo la quale ognuno ha il diritto di aprire bocca e sparare qualunque cazzata (preferibilmente su argomenti di cui non sa nulla): se ti azzardi a contestare il diritto di ognuno di abbaiare in modo canino, non sei abbastanza democratico. Questa contorta ed assurda modalità di comunicazione distorta ha trovato massima espressione, in tempi di diffusione capillare di connessioni internet a bassissimo costo, nell'attuale fiorire di social networks e pagine di informazione autoprodotta (i pronipoti dei cari, vecchi volantini ciclostilati e diffusi a mano o attaccati ai muri che i reduci degli anni '70 ricorderanno bene).
Tralasciamo per un attimo i blog, concentriamoci sui social networks, in particolare su FaceBook, che sta avendo un successo clamoroso da oramai diversi anni.
Oltre alle comunicazioni personali, la creazione di gruppi specifici che aggregano persone con interessi comuni è molto semplice e molto diffusa.
Alcuno di questi gruppi hanno grande successo, con un gran numero di iscritti e molti messaggi quotidiani.
Gli argomenti possono essere i più disparati, apparentemente lontanissimi dalla politica, ma il folle modo di comunicare intriso di democrazzite acuta che imperversa attualmente, purtroppo, ha una delle sue espressioni massime all'interno di questi gruppi.
La selezione dei contenuti, l'andamento della discussione non segue logiche scientifiche: controlli il contenuto, lo documenti, fai una rigida selezione, elimini ciò che non è dimostrato. In una discussione, non esamini l'argomento, non controlli la veridicità delle affermazioni. Uno vale uno, sempre, quindi se in una discussione qualcuno afferma con modi gentili che l'acqua ha memoria e qualcun altro gli da' del cretino, in tempi di democrazzite acuta ha torto chi si incazza per ever letto una simile mostruosità, non l'idiota che scrive 'sta cazzata. Quest'ultimo, poverino, si sentirà offeso nel suo diritto di dire qualunque scempiaggine gli abbia ruttato il cervellino, ed il moderatore/controllore, di solito ignorante come la merda pure lui e con voglia di sbattersi pari a sottolozeroassoluto (ma anche meno), stabilirà che chi si incazza ha sempre torto, chi si sente assalito ha sempre ragione, l'argomento non ha importanza e tantomeno la conoscenza dell'argomento da parte dei protagonisti della discussione. Anzi, se uno è esperto dell'argomento e magari lo fa di lavoro, la cosa è guardata con sospetto dal controllore perchè gli esperti, si sa, tendono a zittire con modi per nulla delicati i vari rincoglioniti che volgiono esprimere la loro opinione, come loro diritto in regime di democrazzite acuta.
Qualcuno si ricorda il meraviglioso fumetto (e pessimo film) di Alan Moore, the Watchmen?
Una delle domande che l'opera ci lascia è proprio questa: Who watches the Watchmen? Traduzione abbastanza letterale del verso "Quis custodiet ipsos custodes?" di Giovenale (poeta latino che ce l'aveva a morte con le donne e gli omosessuali, totalmente distante da Moore in questo) e che mi sembra molto adatta al momento: chi dà il potere di controllare quello che viene pubblicato ad individui di capacità critica, onestà intellettuale e conoscenze tecniche e scientifiche prossime allo zero, alimentando questa spirale di ignoranza senza fine?
(sì, ierisera ho bevuto e non mi sono ancora ripresa...ma questa cosa ce l'avevo nel gozzo da un pezzetto...)

Chi controlla i controllori?

Pensierino del sabato sera. Ho già inveito tanto su questa pericolosa malattia chiamata "democrazzite acuta" che spinge tante...